Intervista a Luca Raffaelli

Luca Raffaelli
5 lug 2016

Intervista a Luca Raffaelli

A tre giorni dall’avvio dell’evento, abbiamo rivolto tre domande a Luca Raffaelli, Direttore artistico de La Città Incantata.

 

In un anno il progetto La città incantata è cresciuto, aggregando sotto l’egida della Regione enti pubblici e privati, imprenditori e nuove professionalità. Quali sono le tue impressioni sulla nuova imminente edizione?

 

Soprattutto questa: che è molto più facile creare un evento che ha già alle spalle un’edizione che ha lasciato dietro di sé tante emozioni positive. La mia impressione è che quell’energia creativa che si è creata l’anno scorso si debba moltiplicare. Quest’anno i disegnatori che salvano il mondo lasceranno il loro segno, faranno grande la Città Incantata e forse (è il mio sogno) creeranno altri eventi in altri luoghi per poter continuare la loro azione di generosità e solidarietà.

 

La città incantata non è un evento fine a se stesso ma ha l’ambizione di essere il luogo di avvio per mettere in relazione autori affermati e artisti emergenti. Che tipo di risultati e sinergie vi attendete?

 

Condivido perfettamente l’affermazione che precede la domanda. Dirò di più: prima ancora bisogna mettere in relazione gli autori affermati che lavorano in discipline differenti. E’ quello che faremo in questa edizione della Città incantata, facendo dialogare (davanti al pubblico) animatori e fumettisti, illustratori e street artist, creando quell’energia che dovrebbe essere il motore principale di ogni evento artistico. E poi ci saranno anche gli autori emergenti, impegnati in un contest per raccontare in modo originale Civita e il suo territorio. Ma il dialogo fra gli artisti e poi fra gli artisti e il pubblico è al centro della nostra iniziativa.

 

L’animazione e la creatività possono davvero salvare Civita di Bagnoregio?

 

Leggendo le notizie, spesso poco promettenti, sembra davvero che non sia così. Eppure niente più della bellezza può trasformare e migliorare l’uomo, niente più dell’arte può convincerlo ad abbandonare gli atteggiamenti dettati dall’egoismo per abbracciare il più profondo senso di comunità. L’arte commuove e unisce. Questi sono i sentimenti (la commozione e l’unione) che possono salvare il mondo, e quindi Civita, meraviglioso simbolo del mondo da salvare.